IL NATALE PER IL "FALLITO"…

15 Dicembre 2006 6 commenti


Riprendiamoci il 25 Dicembre, e festeggiamo come gli antichi Babilonesi che festeggiavano la nascita di Sol, periodo dell’anno in cui i giorni cominciano ad allungarsi di nuovo, con feste ed orge sfrenate.
Oggi il Natale è ansia, frenesia, competizione, apparenza ed ipocrisia. E’ la continua rincorsa allo shopping sfrenato, ai regali sontuosi, dovuti, obbligati. E’ la rincorsa ai centri commerciali, cartoline, addobbi, si addobba di tutto… finestre, auto e quest’anno va di moda il Babbo Natale acrobata stile malvivente mentre si appresta a scalare i piani alti dei palazzi!!
Il “fallito” vive il Natale con semplicità, umiltà e rinnegamento di se stesso, condanna l’ostentazione e l’auto-indulgenza, e per l’ultimo dell’anno chiede una sola cosa…il sacrificio di giovani vergini e non, ed in cambio donerà grandi poteri….

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UN GIARDINO PER FALLIRE…

17 Novembre 2006 5 commenti


Le molteplici relazioni che intercorrono fra il mondo vegetale e il genere umano, giocano un ruolo fondamentale e integrale nel “fallito”. Le piante possono costituire uno strumento valido per il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche di intere comunità. Si trovano riferimenti antichi sulle relazioni fallito-pianta e sugli effetti che le piante e le operazioni connesse con la loro coltivazioni esercitano sul “fallimento”. Emerge da numerosi studi che in una società sempre più tecnologica e virtuale, il “fallito” sente il bisogno di un rapporto più stretto con la natura per raggiungere un maggiore benessere fisico e psicologico. La natura da sempre suscita sul “fallito” un grande fascino, stimolandone la fantasia e l’immaginazione, emozioni e sentimenti. Esiste un’unica specie di “Alberofallito” cui si attribuiscono miti, simbologie e leggende. Espressione di longevità, potenza espressa dal tronco poderoso, radici che penetrano nelle misteriose profondità della terra…Nel paradiso terrestre Dio aveva posto due alberi, quello della “vita” e quello del “fallimento”, il cui frutto fece fallire Adamo ed Eva. Anche Buddha ebbe l’illuminazione ai piedi del FicusFallitus, quest’albero è considerato dai buddisti come l’albero cosmico… Per concludere, ricordate che il “fallito” è come l’erbaccia, una pianta di cui giorno per giorno, si stanno scoprendo le virtù…

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IL FALLITO TRA CULTURA E CIBO…

10 Novembre 2006 4 commenti


Il cibo, da sempre l’elemento di bagaglio culturale per il “fallito”, tanto da occupare un posto di rilievo nell’espressione artistica, dalla musica alle arti figurative, dalla danza al cinema. I miti e le leggende più antiche, hanno trovato nel cibo la figura del “fallito”: ricordiamo la mela del “FallitoAdamo e FallitaEva” o la casetta del “FallitoHansel e FallitoGretel”, dove possiamo comprendere l’origine popolare del termine culinario. Il cibo è quell’elemento caratterizzante della cultura di provenienza del “fallito” tanto da spingere numerosi studiosi cercare le ragioni che influenzano l’universo culinario del “fallito”. Il cibo è qualcosa di più che una semplice materia utile al buon funzionamento corporeo, si poterebbe dire che oltre a nutrire il corpo il cibo nutre anche l’anima del “fallito”. Ogni “fallito” ha l’alimento che lo contraddistingue, che considera sacro, nel quale riversa una profonda carica simbolica. La dieta ha messo al bando le cellulitiche bellezze alla Rubens e l’abbondanza di cibo non rende più apprezzabile la generosità delle forme, per cui il “fallito” si batte contro questa anoressia intellettuale, questo parassitismo vegetativo, contro questa predestinazione culinaria sociale. Bisogna mangiare secondo la necessità intellettuale e sessuale, per concludere il piacere del cibo per il “fallito” è una sostanziale forma di erotismo, per cui, mangiamo, mangiamo, mangiamo…

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IL LUDICO "FALLITO"…

3 Novembre 2006 10 commenti


Ludico è l’atteggiamento tipico del “fallito”, dove in una società industrializzata e superteconologica, s’impegna a considerare l’istinto del gioco come il fondamento dell’attività artistica. In passato il gioco veniva interpretato come svago e ricreazione, mentre oggi, i giochi si ispirano al piccolo schermo con veline, grande fratello e fiction, la fantasia è a rischio! Nascondino diventa “chi l’ha visto” , guardie e ladri viene talvolta denominato “carabinieri”! Per il “fallito il gioco è lo sprigionamento di energie, la catarsi che ci libera da tendenze inacettabili e da questa società superficiale. Il “fallito” odia le costrizioni, e proprio nel gioco vi è la scelta libera e personale, dove la spontaneità, la creatività contribuiscono a caratterizzare il gioco. Per il “fallito” il gioco è un’esperienza totale, un’intima gratificazione, per cui si batterà per il ritorno dei giochi immaginativi e simbolici, che racchiudono il pensiero rappresentativo e spontaneo…

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DOLCETTO, SCHERZETTO O… FALLITO?

31 Ottobre 2006 7 commenti


Halloween o meglio Samhain è la principale festività celtica, il capodanno celtico, l’inizio dell’inverno. La famosa burla utilizzata dai bambini che bussano alla porta delle persone gridando “dolcetto o scherzetto” cambia costume, d’ora in poi sarà “dolcetto, scherzetto o fallito”… La tradizione narra che, proprio all’ingresso del nuovo secolo, era consuetudine tenere una processione guidata da un uomo, nella figura di un “fallito”, vestito con toga bianca dove al centro c’era raffigurato il simbolo del “club dei falliti”. Il “fallito” veniva offerto in sacrificio alle donne, che, ammassate attorno a lui, lo trascinavano in una capanna fra danza e canti. Questo culto, avente scopi culturali ed esclusivamente tali, costituisce un rituale in cui ciascun “fallito”, entra in contatto con il proprio “fallimento”, e presso la quale si ricerca una forma di evasione totale, rispetto alla situazione sociale, politica e religiosa. Il desiderio, la forte eccitazione, accompagna il sacrificio del “fallito”, e la speranza utopica come atto di amore, significa il superamento della condizione umana, la scoperta della liberazione totale, il raggiungimento di una libertà e spontaneità…

LA MISURA DEL TEMPO…

27 Ottobre 2006 3 commenti


Nel 2006, l’ora legale in Italia entra in vigore alle ore 02:00 del 26 marzo e termina alle ore 03:00 (ora legale) del 29 ottobre. Uno degli interrogativi fondamentali di tutta la storia del pensiero umano, è quello di chiedersi che cosa sia il tempo per il “fallito”… Il tempo, questo suo scorrere, andare in una direzione e non in un’altra, quel senso di oscillazione continua, una continua spirale di ripetizione. Oggi, quello che conta è la ricerca del nuovo, ma questa novità si consuma sempre in una ripetizione sempre uguale, mettendo in crisi questa cultura di massa. Il “fallito” trasforma questo tempo, lo rende immobile, un tempo impossibile da misurare con calendari e orologi, un tempo surreale, artistico, invisibile agli occhi ma non all’immaginazione. Una continua e infinita crescita di situazioni, di saperi, una reale percezione che esiste un’altra dimensione, una parallela a quella lineare, che si manifesterà in un unica misura del tempo, quella “fallimentare”…

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LA VIRILITA’ DEL "FALLITO"…

24 Ottobre 2006 4 commenti


Nonostante l’ondata di crisi generata dal femminismo, il “fallito” resta come un icona eroica della virilità, una risposta sociale agli stereotipi che richiedono un uomo prima micio eppoi macho. La leggenda, narra la storia del “fallito” di Tannhäuser, al quale fu concesso di vivere insieme a Venere nella montagna Venesberg. Ogni desiderio del “fallito” veniva immediatamente esaudito dalla dea o dalle Naiadi o dalle Sirene. Però questo empireo, mette in crisi l’eroe “fallito” il quale dopo molte esitazioni rinuncia ai piaceri offertigli per affrontare il mondo e i suoi pericoli. In Cina, i veri “falliti”, non chiedono mai aiuto, per evitare qualsiasi forma di dipendenza. Nella religione indù, il “fallito” chiamato “lingam” da fallo, è riconosciuto come l’immagine del Dio Shiva, definito come “il Fallito misterioso attraverso il quale il principio creativo viene rappresentato visivamente…e dove racchiude l’intero patrimonio ancestrale e le caratteristiche genetiche del futuro essere umano”… Non meno importante è il “fallito bushido”, il codice degli antichi guerrieri samurai, che racchiudeva una morale di fallimento comportamentale con una predilezione particolare verso l’abnegazione, il superamento di se stessi, finalizzato al bene della comunità intera… Per concludere, dote fondamentale per un vero “fallito” è quella di trasmettere la propria virilità come etica sociale delle responsabilità ed essere da esempio all’intera società…

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IL PESO DEL "FALLIMENTO"

21 Ottobre 2006 4 commenti


Disgregazione, insicurezza di base, tendenza alla dispersione, degenerazione paranoide… questo è quello che ci presenta la società. Per questo motivo il “fallito” si colloca in una certa fascia sociale e culturale. L’identità di un “fallito” è ovviamente diversa da quella di un individuo plasmato dalla tv o da qualche benpensante di provincia. Le cose stanno cambiando, il mondo si sta lentamente uniformando alla vera identità che lo sorreggerà, il “fallimento”! Il “fallito” svolge a pieno il suo compito quando riesce ad utilizzare in modo ottimale le proprie potenzialità, questa capacità riguarda la costruzione di un’identità “fallita” basata sulla autoriconoscibilità e autodescrizione, fondamentale per dare il giusto peso sociale. Ricordate la bilancia pende rigorosamente dalla parte della fantasia, della spontaneità, per cui il “fallito” sarà sempre il peso che equilibra questa società…

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CINQUE PER MILLE AI FALLITI…

19 Ottobre 2006 9 commenti


L’otto per mille, nato nel 1985 con il Concordato Craxiano tra Stato e Vaticano, come un meccanismo per garantire il sostentamento del clero in sostituzione del Concordato mussoliniano che prevedeva la vecchia congrua (cioè lo stipendio ai preti pagato dallo stato italiano). Il tutto molto opinabile in quanto gli introiti non sono stati usati per gli scopi benefici previsti, ma per tappare una piccola parte dei buchi di bilancio.
Da quest’anno nella dichiarazione dei redditi, oltre alla destinazione dell’otto per mille, c’è anche la possibilità di scegliere la destinazione di un ulteriore Cinque per mille. Introdotta per finanziare la ricerca scientifica, ora si è trasformata, per cui migliaia di soggetti sono ammessi alla spartizione.
Per cui caro cittadino, nel baillamme di tutti questi postulanti che già ricevono fin troppi compensi, non sprecare soldi, scegli di donare il tuo cinque per mille ad un “fallito”… destinali al C.d.F. (Club dei Falliti)…

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REALITY E FALLIMENTO…

17 Ottobre 2006 13 commenti


“Falliti” ricordate… noi non saremo mai personaggi da reality sciò! Quotidianamente siamo martellati da trasmissioni che vedono “la gente comune” diventare protagonista integrante dei programmi. Si assiste inevitabilmente alla spettacolarizzazione della propria privacy, con telecamere installate su ogni parte ed ogni angolo, comprese le nostre strade. Il “fallito” si pone contro questa tv dell’incontro, contro questi programmi precostituiti per realizzare i sogni della gente comune, come una sorta di “addestramento” dove il pubblico e i protagonisti sono modellati, pedinati, dove si assiste a studenti costretti a passare intere settimane in una casetta a ballare, cantare, orientati verso la competizione e la provocazione. Orientati verso uno stile di vita in cui si perde la spontaneità comportamentale in una sorta di cattività con l’effetto “pesci d’acquario”. Come sarebbe il “fallito” all’interno di un reality? Ovviamente sarebbe vittima di pregiudizi, diverso per natura, capacità, norme e mentalità. Lontano da questi stereotipi ideologici e televisivi, il “fallito” sarà sempre più atipico capace di conservare la propria identità indipendente e senza mai tradire la propria originalità…